LUCA
PANTALEONE

FILOSOFO FUORI POSTO

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“Colui che parla non è un docente universitario, ma un farmacista-filosofo. Fuori posto rispetto ai farmacisti perché lavora non in una Farmacia ma in un’azienda farmaceutica, fuori posto rispetto ai filosofi perché non “filosofo di professione”, non insegnante, non accademico; nella mia vita sono stato fuori posto rispetto agli studenti di Farmacia perché dopo le lezioni ero solito appartarmi in biblioteca a leggere Kierkegaard, fuori posto rispetto agli studenti di filosofia perché sono stato studente lavoratore, lavoratore non frequentante, fuori posto geograficamente perché porto un cognome del Sud, e ho passato la mia vita tra il Gargano, il teramese, Arezzo, Siena, la Valdichiana aretina, fuori posto genealogicamente perché le mie origini affondano nell’Abruzzo e nella Puglia, e chissà dove altro.

Mi sento tutt’oggi fuori-posto perché la mia vita lavorativa ha a che vedere con regolamenti farmaceutici e analisi d’impatto di cambiamenti di qualità, mentre la mia professione intesa come vocazione, come diceva Husserl (Beruf), è quella del filosofo. Un filosofo quindi fuori-posto, bizzarro, eccedente, inusuale (atopos).”

Tratto da “Quale posto per la filosofia oggi? Prolegomeni per una filosofia fuori posto”

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